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Sensi

29 marzo 2007

Non la finirò mai di stupirmi.


Un giorno incarno l'anima di qualcuno, un giorno quella di qualcun'altro.

Non di certo un dannato due facce, ma una persona nuova ed in evoluzione solo per me stesso.

Ho scoperto di avere un cuore, ed ancora stento a crederci.

Un cuore che batte e si dimena, come mille altri.

L'ho studiato, analizzato scrupolosamente, e ci ho trovato dentro emozioni, desideri e sogni.

L'ho ascoltato. Gemeva di tristezza.

L'ho visto. Gioiva.

L'ho toccato. Emanava un calore intenso e delicato.

Ho assaporato con determinazione le sfide che mi ha proposto.

L'ho percepito.
Lasciando che le sue sfumature incantassero la mia anima, con fragranze sconosciute.

Mi ha fatto conoscere me stesso.

Mi ha donato la possibilità di amare.




Ombre

23 marzo 2007

Un giorno di pioggia in quella che per la solita, dannatissima tradizione dovrebbe essere la terra del sole. Un altro.

Svanita la speranza di un lieto fine per questa giornata all'insegna dell'improbabile solidificazione di stalagmiti prepotenti, prenoto l'ennesimo ticket per riservare la mia nuvola preferita, sedendomici a riflettere.

Conclusioni tratte già dal momento in cui ho lasciato che i pensieri viaggiassero liberi mi rattristano, ma mi ricompongo, e lo affermo con decisione.

Niente sembra essere necessario.

Relazioni, amori, rapporti, gente.

Piacciono, ma al minimo sgarro distruggono senza esitazioni.

Oggetti, possessioni, materia.

Gioie temporanee, demolite dall'assurda propensione al desiderio di "nuovo" presente nell'essere umano.

Ma mi fermo.

Guardo con ammirazione e riconoscenza la nuvola che gentilmente mi ha concesso di partorire nuove, bizzarre riflessioni sul suo dorso, e vado via con un'espressione incerta.

E no, il pessimismo non fa per me.





Strade

13 marzo 2007
"Doors opening. Please mind the gap between the train and the platform".


Corri, o non ci riuscirai.

Fare attenzione a chi s ha intorno. A non inciampare, a non smarrire la strada.

Perchè non è consentito.

Pochi secondi per avvertire nell'aria il calore di mille altre vite in stato di fretta costante, intente a raggiungere la propria meta con andatura spartana, isolate in cappe di vetro inattaccabili.

La breve attesa.

L'ingresso.

Corpi statici e sconosciuti pressati senza alcun motivo, intrecciano le loro esistenze per attimi brevissimi, nell'attesa di poter ritrovare il loro status di originario movimento.

Le urla, le chiacchere incomprensibili, i bisbigli, il silenzio.

Occhi assonnati, e la voce squillante di qualcuno esperiente, pronto ad indicare il giusto percorso.

La discesa, e l'impatto frontale con un nuovo giorno.

Sono metropolitane, trasposizioni di vite ed esigenze in continuo movimento, di anime in cerca di obiettivi ed impegni.


"Doors opening. This is Russel Square, the place where you spent some of the best moments of your whole life"