Postumi di feste faraoniche ed altalenanti.
Belle, c'è il riposo, il divertimento, forse anche un pizzico d'atmosfera.
Brutte, c'è la noia, la riflessione distruttiva e di tanto in tanto quella sensazione di vuoto. Totale.
Poi, tornato fra le righe dopo tempi che sembrano immemori, un anonimo commentatore coglie l'occasione per farmi pensare ancora una volta, per farmi storcere il muso.
Mi fa capire che tramite le mie parole ci si può fare un'impressione totalmente sbagliata di me, proprio come credo sia successo in tanti altri casi, con tanta altra gente.
Sono pessimista, dice. Ma non lo credo.
Mi chiudo in silenzi, crede. Ma non lo faccio.
Critico chi è felice, azzarda. E quasi bestemmia. Non a caso fingo di non aver letto certe facezie.
Non è una questione di tristezza, pessimismo, o critica. E' pura incomprensione.
Perchè se tutto quello che ho fatto trasparire per voi, saltuari lettori, è soltanto negatività, sarebbe a quel punto che mi sentirei un vero fallimento.
Ma d'altronde il mio scopo principale risiede proprio nel trovare qualcuno che possa comprendere quello che provo a fondo, seppur le mie parole possano sembrare dure e colme di risentimento.
Mai parlare al vento di chi non si conosce, mai tentare di distruggere l'impegno di un trapezista tra le nuvole, mai provare a sminuire i pensieri labili di un sognatore.
Mai.
Ringraziando, poichè mi è stata finalmente concessa l'opportunità di argomentare sul pensiero altrui, auguro a tutti uno splendido anno nuovo. Con ottimismo, s'intende.