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Helping Hands

27 dicembre 2006


C'erano una volta due stupidi qualunque, in un qualunque giorno medio soleggiato di Dicembre.


Era una bellissima giornata, ma i due stupidi avevano fatto tardi quella mattina, tanto che persero l'unico bus che avrebbe potuto condurli sino a destinazione.

"Che problema c'è?"

Disse uno stupido all'altra.

"Possiamo sempre percorrere il tragitto a piedi. Non saranno pochi chilometri a scoraggiarci"

I due, che erano sempre stati un po' prepotenti e azzardati, decisi a sfidarsi, si incamminarono per il tragitto, seppur in parte dubbiosi.

"Non è una buona idea, forse dovremmo tornare indietro"

Pensarono.

Ma non lo fecero, continuarono fino a quando la stanchezza non iniziò a farsi sentire.

"Sono stanca, fermiamoci"

"Lo sono anche io, ma siamo già a metà strada, sarebbe incosciente voltarsi indietro adesso"

"Hai ragione"

Gli stupidi, penalizzati probabilmente per la sfacciataggine ostentata, si ritrovarono ben presto in piena campagna, infangati, sudici, con gli abiti completamente sgualciti.

Tentavano, invano, di consolarsi a vicenda ma la tensione e l'affaticamento viaggiavano a ritmi troppo sostenuti.

Presi dal panico, chiamarono in tutti modo aiuto, fin quando non giunsero altri amici, pronti a soccorrerli, ma anche a deriderli e rimproverarli, in piena giustizia.

Questa storia non vuole avere una morale, o un messaggio.

Servirà soltanto ai due stupidi per poter comprendere che molte volte è impossibile sfidare ciò che è grande ed ignoto, in quanto si verrà inesorabilmente puniti e rimessi sulla giusta via, in un modo o nell'altro.

Servirà inoltre a far ricordare loro, che anche in un momento terribile come quello, collaborando, hanno avuto l'opportunità di riscoprire uno dei sentimenti più belli mai esistiti.

L'amicizia.

Buonismi

25 dicembre 2006

Natale, e non me ne potrebbe fregare di meno.

Piove a dirotto da quasi tre giorni ormai, e non nego d'essere abbastanza angosciato.

Tutti con i loro auguri, con la loro allegria, con i loro sorrisi. Io qua, annoiato e pensieroso, che novità.

Sfortuna vuole pure che il fottuto ciccione sia più materialista che mai, quindi anche per quest'anno morente niente amore, comprensione, affetto ed altre smancerie rimpiazzabili comunque da ingenti dosi di cioccolata.

Oltre alla noia, il proposito di impegnarmi nel realizzare gli obiettivi prepostimi per l'anno venturo. Falso.

Stronzate, visto che ho sempre vissuto alla giornata.

Oltre alla noia, nulla, quindi. Almeno per ora.

Nella speranza che il mio vivere alla giornata si tramuti presto in qualcosa di appagante e soddisfacente (tradurre in: amore, sesso, soldi, fortuna).

E vaffanculo, adesso l'intervento da povero illuso pre-capodanno ce l'ho anche io. Voilà.

Thankfulness

12 dicembre 2006

Perchè se ieri non ne avevo neppure il coraggio, ed adesso sono qui a parlarne, ci sarà un motivo.


Perchè se voglio ringraziare Dio per averci salvato la vita, nessuno me lo può negare.

Perchè sono di nuovo qui, di fronte a questo schermo, con un mezzo sorriso in bocca, ed estremamente riconoscente.

So, this is Christmas

E anche quest'anno arriva Natale.

No, fermi. Se pensate che sia venuto qui a sgretolarvi i globuli rosa raccontandovi quanto siano terribili il consumismo e i relativi fenomeni conseguenti, vi sbagliate di grosso.


Farò di peggio.

Vi parlerò dei fattori più importanti che caratterizzano, ogni benedetto anno, la festa più "più" dell'anno. Con un riguardo particolare per ognuno.


01 - L'ALBERO


Che l'al
bero fosse uno dei simboli classici del Natale, era risaputo. Ma ultimamente stiamo un po' esagerando. La prima fase l'abbiamo superata, nessuno, o quasi, compra più alberi veri.

Ma dico io: è proprio il caso di torturare i poveri, nuovi arrivati, abeti di plastica?

Nastri, fiocchi, carte igieniche decorate, scintille sparse per far impallidire la vivacità di una bandiera pacifista, e magari qualcuno in cima fa pure sedere il modellino ingrandito di Malgioglio, che è sempre una nota di colore in più.

Corse sfrenate tra donne accanite che vogliono accaparrarsi le "palle" più grosse, più decorate, più sferiche e sorprendenti.

Fino ad arrivare all'elemento fondamentale.


Le luci.

L'ospite malcapitato si sarà sentito dire moltissime volte dalla vicina orgogliosa: "ma perchè non vieni a guardare il mio bel pino acceso"?

Da lì
in poi è fantascienza.

Una volta inserita la spina un bagliore divino invade la stanza, appaiono (nei casi più fortunati) i fotonici Power Rangers, fuori torna giorno e di tratto sono tutti abbronzatissimi anche a dis
tanza di parecchi isolati.

I problemi di cataratta della nonna di turno si tramutano in cecità perenne, e per godersi appieno l'albero/faro diventa obbligatorio mettere su Ray Ban color bottiglia, e ovviamente crema solare con filtro di protezione 50.


E tutti contenti di non aver speso somme inaudite in solarium e simili.


02 - IL PRESEPE


Emblema di semplicità da secoli.


Secoli addietro, forse.

Il presepe rinasce, rimodernandosi. Oltre alle comuni statuine che tutti conosciamo, è ora possibile riscontrare comfort svariati reperibili molto probabilmente anche nei più lussuosi hotel.


Fiumiciattoli meccanizzati, panifici che sfornano pagnotte "che sinceramente ve le sognate" e capretti belanti, sono pochi degli elementi che troviamo oggi.

Tutto molto coreografico, per carità.


Ma di questo passo pot
remo arrivare a sbalordirci di fronte alla nascita di possibili sale giochi tra i monti, o di asinelli istruiti che se munti danno via caffellatte bionico a causa di un'erba geneticamente modificata.

03 - REGALI E PASTI

Ad esseri sin
ceri, un regalo è sempre piacevole da ricevere, ma se è vero che l'equazione regalo/imminenza delle feste equivale a stress, lo è un po' meno.

"Fra un po' arriva Natale e ho ancora diecimila regali da comprare", dice chi precipita nell'abisso senza ritorno dell'ansia causata dal rendere contenti gli altri.

"Ma cosa compro? Ma cos'è che ti piace? Ma lo vorresti un bel peluche peruviano che fa le capriole e la caprese in 15 minuti? Ma guarda, con te è sempre difficilissimo comprare qualunque cosa. Mi fai disperare".

E vabbè.

Poi c'è anche l'effetto sorpresa secondo cui i regali vanno messi sotto l'albero, ed aperti solo alla mezzanotte della vigilia.

Senza dimenticare un dettaglio.

Le luci soprraccitate, che sono così abbaglianti da non lasciare neppure intravedere cosa ci sia dento la confezione, patac
ca orribile o pensiero carino che sia.

Ed infine, si sa, ci sono i cenoni, che molte volte diventano anche pranzoni e merendoni mastodontici della durata di tre ore o più.


Morale della favola, se dopo Natale o Capodanno non siamo tutti pressochè somiglianti ai parenti stretti di Moby Dick, non siamo contenti, nossignore.


*---*

Ma in definitiva, quello che volevo fare era augurare a tutti voi un Natale più "più" che possiate, ricco di luci, fari, cenoni, cenette e regali vari.

Anche da parte di questo ciccione qua, di cui non ricordo più neppure l'identità...




...e naturalmente da parte loro, gli addetti alle luci più famosi del mondo.