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Dedicato

18 maggio 2007

Fra pochi minuti il campanello suonerà, e sarò lì fuori.


Prima sul retro di un motorino, poi seduto su un prato umidiccio a blaterare in coppia di utopie riottose fatte di zucchero filato.

Adesso sono qui, e come di consueto, la pioggia rinfresca le mie parole. E' quasi un'abitudine.

Non potevo di certo prospettare che queste frustranti prime settimane di maggio sarebbero state così devastanti, nè tantomeno potevo immaginare che i giorni e le ore mi avrebbero potuto calpestare senza pietà il cuore, l'anima ed i sensi.

Però un detto vuole che tutto ciò che non uccide, renda più forti, ed io, sinceramente, non mi sento di contrariarlo.

I giorni della libertà sono sempre più vicini, e qualunque momento felice rimane impresso nella memoria, accanto ad amici sinceri. La mia bambola fragile, il rivoluzionario buono.

Questo sole pallido oggi mi ha regalato un sorriso, mi ha insegnato che la più grande virtù risiede nella perseveranza, e che la più grande maturità va espressa tramite il perdono.

Mi voglio bene.




Hello?

10 maggio 2007

E' dopo quattro giorni all'insegna della repulsione alimentare e sessuale che squilla il mio telefono.

S - Pronto?

- Ciao! Come stai?

S - Malino.

- Beh, anch'io, ma chi se ne frega?

S - Che bella voce!

- Dici?

S - Dico, si.


- Grazie.

S - Ma com'è che t'è venuto in mente di chiamarmi?

- Perchè scrivere era diventato molto stressante, e se poi non sei neppure in loco multimediale, è un po' difficile comunicare, non pensi?

S - Giusto.


- E poi, mangiare da soli, si sa, è una vera merda.

S - Non sto mica mangiando con te.

- No, no di certo, ma è pur sempre una consolazione. Il problema comunque non si pone più considerato che ho appena finito. / E tu, cosa ci fai dentro?


S - Niente
a dire, il vero.

- Beh, ci si consola, anche se sono in giro non è escluso il fatto che voglia mettermi a bestemmiare in albanese.

S - Perchè?


- Solitudine a parte, di sicuro anche perchè non riesco a trovare quello scontrino maledetto.

S - Capisco. Ma aspetta, tu chi sei?


- Eh, ma come?


S - Io mi sono presentato.

- E io no?

S - No.

- Fa niente. / Ma adesso, dopo cinquanta speditissimi minuti, come ti senti?

S - Benissimo.