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Epistole digitali

29 giugno 2006
Arriva l'estate. Il sottoscritto va in vacanza, e il blog trova finalmente riposo momentaneo (dopo tutte le bestialità da me scritte che ha dovuto sorbire, povero).



Rimanendo in tema di ringraziamenti, credo sia d'obbigo congedare coloro che seguono come è bene che sia.




Per concludere,

Il personaggio - Paris Hilton

28 giugno 2006

Ehilà, fringuelli e fringuelle,
guardate tutti da questa parte,
ci sono io, Paris, e per oggi ho deciso di
fermarmi all'interno del blog più sconosciuto
e sfigato della rete.

Ma come Paris chi?

Paris Hilton, dannazione! L'ereditiera!
Ma davvero non mi avete riconosciuta?
Uffa, cioè, no, ma proprio non è possibile questo fatto
che tutti debbano conoscermi per quella storia
dei miei video sexy.

E insomma, sono una tipa con le qualità, io.

Si, va bene prendetemi in giro ma tanto è vero.

Prima di tutto, se m'interrogate, vi snocciolo le tabelline e tutti i congiuntivi passati senza sbagliare nulla, ma vabbè, questo lasciamolo perdere.

---

Mi danno sempre della svampita malata di shopping, mannaggia a loro.
Però mica sanno che io ho lavorato al cinema.
Ma dico, l'avete visto "La maschera di cera"?
Una cosa fantastica, tutto quella saspenz e quel sangue!


Mamma mia!
Sono stata brava, non ho avuto neppure un po' di paura quando quell'assassinaccio
mi rincorreva insieme ai cameramen.





Ma lo percepite il terrore nei miei occhi?
Greta Monroe al confronto è una mezza cippetta, o era Marylin Dietrich?

Vabbè dai.



Ma la vuoi smettere, mamma, di dire che avrà avuto al massimo dieci spettatori, e che per giunta erano tutti parenti nostri? Oh, ma sei proprio invidiosa. Ma diamine.












Quasi quasi faccio venticinque anni e ancora la mia poliedricità non traspare. Ma siamo pazzi?

Ma comunque, aspettando l'oscar, mi sono pure data alla televisione.




Si esatto, vedete?
Mi hanno messo qui, con quest'altra sganasciata di cui sinceramente non ricordo il nome.
E' tutto così divertente!

Praticamente noi facciamo finta di badare a fattorie, animali, e quant'altro, sapete per far capire che in fondo siamo due come tutte le altre, due che soffrono, va.
Però poi ci pagano.
Beh si, quando le telecamere sono spente, s'intende.

Ma mi fate soffermare su questi dettagli trascurabili?
Ma su, ma su.


---

Ah si, poi adesso ci sto dando dentro anche con la musica.
Ho pure pubblicato un singolo, si chiama "Stars are blind", "le stelle sono cieche",
come l'amore. Cioè è questo il messaggio della canzone in breve. Una bomba.


Si, si, la smetto di fare la romanticona, e vi propongo la copertina del singolo.
Minchia, (ma si può dire "minchia" su un blog?) ma l'avete notato quanto sono suadente?





Ma di questo passo, e con questi video qua che sono tanto ammicanti,
sono sicura che diventerò una spanetta-hit a mazzetta di quelle internazionali.
La mia canzone è talmente bella, che oggi mi hanno invitato pure a radio Dee Jay per discuterne,
ma io, da vera birbantella che sono, mi sono messa a sproloquiare con quei tapini su quali siano i miei stilisti preferiti, e su cosa mi piaccia indossare.
Perchè si sa, la musica è una cosa importante, ma di certo non la più importante.
Oltre che regina della moda sarò quindi pure regina delle classifiche.
Wow, che meraviglia, non vedo l'ora di dirlo a tutti i miei amici vip.

Ohè, no, no, mica perchè mi monto la testa.
Sono sempre io, Paris, la ragazza acqua e sapone, quella che conoscete tutti, quella devi video sexy!
Minchia, si sono scordati di nuovo di me.
Vabbè, son quella lì, dai.

PazzaVisione

Ovvero, le farloccate astronomiche che ti rifilo tramite quell'arma di distruzione di massa che è la pubblicità.
Rilascio qui alcuni degli esempi pubblicitari più lampanti a dimostrazione che faresti meglio ad accantonarmi, e non accendermi mai più.
Con affetto, il tuo televisore.

1) Lo yogurt dietetico.

Siamo in cucina.
Una cuoca talmente in forma che anche Heidi Klum le farebbe un baffo, ignora le diecimila prelibatezze che la accerchiano, perchè tutto quello di cui è ha bisogno per saziarsi è ovviamente un misero barattolo di yogurt con un tasso di grassi pari allo 0%.
I colleghi sembrano guardarla straniti, e continuano a svolgere la loro professione, sempre in modo stranito, s'intende.
O lo yogurt era addizionato con qualche acido particolare, oppure proprio non riusciamo a spiegarci il perchè della linea smagliante della protagonista, ma soprattutto del sorriso ebete che ci propone per tutta la durata dello spot.

2) La merendina ai cinque cereali
.

La protagonista di questo spot è un'altra donna, una salutista per la precisione.
Si, perchè quando lei va al supermercato, prima di acquistare delle semplicissime merendine, riflette, perchè si, potrebbe rinunciare ai cinque cereali, ad una lievitazione naturale, a quello che diavolo vuole lei, ma in questo caso non avrebbe la merendina ideale.
Attimi di disperazione.
Poi però trova la brioche che racchiude al suo interno tutti gli elementi che cercava, e finalmente la sua stupidità alimentare viene placata.
Quello che le consigliamo per la prossima volta, è di acquistare qualcosa di meno enigmatico, perchè si sa, decisioni come questo fondono il cervello.
Ah, e se poi vuoi proprio il meglio per il tuo bambino, la prossima volta compragli una bella mela, che già è culone di suo, aggiungici pure la merendina e vedrai che fine farà.

3) La fatina del formaggio.


Ok, questo è veramente terribile.
Pensate di aver voglia di qualcosa da mangiare, di aprire il frigo, e di trovarci dentro una fatina bionda, rigorosamente sorridente nonostante la temperatura si aggiri intorno a due gradi o poco più.
Non ci sarebbe nulla di male in fondo, ma se la fatina, oltre a trovare rifugio abusivo nel frigorifero, inizia a spiattellarci i ghirigori dandoci dritte sulla nostra vita amorosa (oltre che pratici consigli culinari), allora sorgono i problemi. E l'impeto di spostare l'invadente fata dal frigo al freezer sale. Oppure ancora dentro il forno. O nella spazzatura. Comunque.

4) La compagnia telefonica.

Immaginate di essere nel bel mezzo del deserto, senza neanche una goccia d'acqua, poi, quando sembrava tutto finito intravedete all'orizzonte una casa.
Ovviamente chiedete al proprietario di fare una telefonata per ristabilire i contatti con la realtà, ma quello vi guarda stranito (vedi punto 1) e vi dice: "life is now", spiegandovi che il telefono di casa ormai non lo usa più nessuno perchè coi cellulari si parla gratis (mah). Poi vi dice anche che il suo cellulare non potete usarlo, perchè naturalmente nel deserto non c'è campo. Voi imprecate. O forse no.
Fate tesoro dell'esperienza, capendo che la prossima volta che qualcuno vorrà scroccarvi una telefonata, potrete rispondergli che "life is now", magari alzandogli il dito medio.

5) Il gallo del riso.

Devo dire che questa pubblicità potrebbe anche starmi simpatica, ma il suo grado di assurdità non può altro fare che portarmi a scrivere due parole al proposito.
Un gallo verdastro in kimono, con una fascia japan-style in testa, vi prepara in men che non si dica una sfilza di piatti a base di riso così bella e buona, che neanche suor Germana con le doti e gli abiti di Bruce Lee avrebbe saputo fare di meglio.
I misteri del mondo animale.


--------


Fossero solo queste le assurdità che la pubblicità ci rifila, ci potremmo anche mettere il cuore in pace, ma putroppo non è così.
Giorno dopo giorno le astute menti dei pubblicitari sfornano idee nuove e geniali, e noi, beh, noi compriamo, si si.

Staremo a vedere se qualcun'altro della categoria sarà in grado di sviscerare qualcosa di ancora più soave e brillante.

Cambiamenti

27 giugno 2006
Non so neanche io perchè, ma riflettendo, ho notato che ultimamente i miei pensieri messi per iscritto siano troppo protesi verso la negatività.

Troppo tristezza, troppo dolore e rabbia, caratterizzano già da un po' quel che ho espresso fino ad adesso, ed è strano, pensando che le calde labbra dell'allegria hanno sempre baciato dolcemente la mia indole, rendendo il mio carattere quanto più ottimista possibile.

E' per questo che ho deciso di dare una svolta a quello che mi capiterà di scrivere in futuro.

Il lato bello delle cose, fattori vitali quali la musica, le risate, l'ironia e l
a bellezza che la nostra decadente società talvolta ci propone, non verranno più ignorati. Voglio che i mille colori della mia anima traspaiano.





Devo cogliere la globalità delle cose, felici o infauste che siano, e non solo i pochi aspetti che le circostanze mi portano ad esporre.

E' bello così.
E' giusto così.
E' un modo per sentirsi completi.


Nuova veste

- Mi piacerebbe cambiare, basta, vorrei qualcosa di nuovo. La grafica con la matita spezzata che abbiamo visto una volta non era malvagia, però, quei cuori in alto mi fanno titubare.

- No, secondo me vanno bene anche loro, alla fine, boh, forse si, non ti si addicono molto. Però non ci stanno affatto male.

- Ma in fondo a me piace, che m'importa dei cuori?

- E' quello che cercavo di dirti.

- Adesso la provo.

- Va bene, avvertimi quando hai finito, che vado a controllare.

-----------------

- A me pare veramente bello.

- Si, vero, è bello, bello, bello.

- Ti piace?

- Ma si, è proprio carino ordinato e tutto.

- Evviva, fanculo ai cuori.


Semplicità

24 giugno 2006
Essenzialmente, la semplicità non esiste più.

Direte che sto sempre a lamentarmi, e forse avete anche ragione, ma davanti a situazioni del genere non vedo alternativa.

"Sono una persona semplice".

No, non lo sei affatto diamine, tu, persona che andando presentandoti in giro fai quest'affermazione in modo così leggero.

Il vocabolo "semplicità" negli ultimi tempi ha mutato in modo drastico la propria accezione, entrando quasi in disuso.

Nessuno più si stupisce delle cose semplici. A nessuno interessa quanto sia bello il sole fuori, o quale meravigliosa realtà nascondano le stelle, di notte. Nessuno si sente privilegiato, pur essendo accerchiato da stuoli di amici, o di amanti. Non c'è individuo che possa carpire la semplicità effettiva di queste cose, perchè ormai sono all'ordine del giorno. Il sole sorge ogni volta, le stelle le vediamo sempre, gli amici e gli amanti vanno e vengono, e chi se ne frega.

Però vogliamo tutti essere semplici, perchè va tanto di moda.





Si pensa che essere semplici equivalga ad essere persone facilmente accontentabili, quindi in questo modo magari si cucca di più, si pensa di meno, e siamo tutti felici.


E' colpa di questa società, che tutto impronta sulla filosofia della fretta e del riciclaggio tanto materiale quanto morale.

"Sono una persona semplice, mi accontento giusto della luna", dovremmo dire oggi.

Ma vaffanculo.

Istanti di lancinante dolore

21 giugno 2006
Non riesco a credere che mi manchi in questo modo.

In una realtà normale sarebbe plausibile, ma nella mia no, è impossibile. Io non conosco te, tu non conosci me. E sono al punto di partenza, dove ogni cosa mi ricorda che sentire la mancanza di chi non si conosce è impensabile.


Eppure è tutto così difficile.
E' difficile vivere nel terrore costante di non rivederti mai più, difficile andare avanti con la convinzione che mi stia perdendo qualcosa di meraviglioso.

E' straziante immaginare ogni momento cosa tu possa stare facendo, e se qualche volta, io possa essere nei tuoi pensieri. Non c'è niente di più arduo che desiderarti, e non averti. La rassegnazione, non riesco a desistere.

E' da matti credere che io mi meriti tutto questo.

Tutto è finito prima ancora che potesse iniziare.


E non ci sei.


Intermezzo

Nuovo link, nuovo, secondario blog.
Un progetto alternativo sperimentale, insomma.
Perchè incasinarmi la vita, è il mio mestiere. Al quadrato.

www.incidentiparallele.splinder.com

Unghie

19 giugno 2006
Pellicole di cheratina relativamente spesse poste sopra le dita. Inutili, ma solo all'apparenza.

Dietro di esse, si celano infatti anni di intense emozioni, piacevoli e non.

Un'ansia, una paura, ed i più nervosi si ritrovano inspiegabilmente a torturare i propri indici, medi e quant'altro con fauci in preda ad una rabbia ingiustificata.

Felicità, allegria, e le nostre unghie possono ringraziarci perchè sanno che, seppur per un breve periodo di tempo, avranno la piena facoltà di ricrescere, indisturbate.

Si, magari non ci facciamo caso, ma forse sono proprio le nostre unghie il primo punto di riferimento in caso di piccola o grande perdizione interiore, sono loro che vengono prima di qualunque amico, loro che si fanno prendere a morsi perchè le nostre insicurezze ci sembrino meno assillanti.


Il discorso non è ovviamente valido per tutti: c'è il più razionale che comprende perfettamente che questa pratica è del tutto inutile, in quanto i problemi restano, e l'estetica viene uccisa;
ma moltissimi altri, forse meno razionali, potrebbero ritenere plausibile quanto scritto sopra.

Non solo smalti, bellezza e perfezione quindi, donne.
Non solo una parte del corpo di cui si potrebbe fare a meno, uomini.

Le unghie sono qualcosa di più, una sorta di notes commestibile, sul quale si annotano, morso dopo morso, gli avvenimenti di quell'avventura che alcuni chiamano vita.

Dolcemente riottoso

16 giugno 2006
Sin da quando ero piccolo ho avuto tantissime vite, ma nessuno si è mai accorto di quante volte sia morto. Soltanto io.

Non è un problema.

Nonostante tutto, credo che con le mie sole forze, se solo lo volessi, potrei volare fino a toccare il cielo. Ci credo, non importa che le mie ali siano a pezzi.

Nessuno mi dice come vivere la vita, e anche se tutto è troppo sistematico, continuo ad andare avanti, a farmi strada nel caos quotidiano, a cercare qualcuno da ammirare.

Non mi importa di quello che gli altri pensano di me. Solo io posso decidere quello che è giusto per il mio io.

Il mondo non è gentile. Lo sfido.

Il prossimo è ostile. Lo cancello dalla mia esistenza.

La vita è avversa. Non mi arrendo. Lotto, anche da solo.

Gli altri non mi sostengono, non riescono a supportarmi con i loro mezzi. Ne prendo atto, non me ne curo.

Gli altri sono un mondo a parte. Significa che dentro di me c'è qualcosa di speciale che mi differenzia.

Nessuna delle persone che fino ad ora ho incontrato è stata veramente simile a me. Nessuna.




E non potrei esserne più fiero, anche se la vita a volte mi appare un vero sfacelo.

Un mondo perfetto

11 giugno 2006
Datemi la mano, vi porterò dove mai prima.

Andremo in un mondo che cade a pezzi, e che nessuno riesce a vedere.
In un mondo dove ci sono più no che si.
Dove tutto appare a tinte deboli e sbiadito, dove piccole sciacquette presuntuose cercano di rovinare ulteriormente questo posto di decadenza.

Andremo in un mondo dove all'amore non è concesso di esistere.
Un luogo dove mi manchi senza sapere chi tu sia veramente, un mondo dove è troppo tardi aver scoperto il tuo nome.
E' un posto composto da risate rade, dove forse trova posto anche una, sola, amicizia vera; composto da una voglia di novità ed affetto indescrivibile.

E' l'inizio della prigionia, della rassegnazione, del non poterti ottenere.

Datemi la mano, vi porterò in un mondo perfetto.

Tempo

02 giugno 2006
Mi sono guardato intorno, ho guardato dentro di me, e mi sono preso il tempo per realizzare che un altro anno di stress è finito, scivolandomi tra le dita.
Ho preso il tempo per capire che da adesso in poi avrò un po' più di tempo per me.

Tanti sono gli interrogativi che mi sono posto. Come potrò utilizzare i ritagli di universo libero che mi verranno concessi?

Pianificherò tutto nei dettagli, in modo tale da trascorrere un'estate come poche? Dovrei partire dal presupposto che essere liberi dagli impegni è sinonimo di allegria?

Oppure farò l'esatto contrario, rimpiangendo le cose che non ho fatto in un anno che, pur essendo stato ricco di stanchezze, mi ha regalato anche qualche fragile bolla di felicità?
Rimpiangerò l'amore che non ho mai avuto mai l'opportunità di sfiorare, o sarà la stessa caotica routine che mi mancherà?

Ho deciso.

Non mi sporgerò in modo eccessivo nè dal lato più positivo, nè da quello più negativo della situazione, lasciandomi travolgere quanto più possibile dall'onda anomala dell'imprevedibile, del non stabilito. Solo così credo di potermi godere nel migliore dei modi quello che mi aspetta.

Per adesso rimango qui, cercando di consolidare come posso, una convinzione che vorrei fosse vera fino in fondo: