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Easypost

27 luglio 2006
No.
Ero in torto. Completamente.

Ho fatto male a considerare l'estate sotto un punto di vista negativo.
Questa stagione è tutt'altro che ripetitività, tristezza, o derivati.
E' meraviglia ed è alla portata di tutti, bisogna solo essere presa per il giusto verso.
E' proprio grazie a tutto quello che la bella stagione mi ha regalato fino ad ora che nasce questo post, senza nessun'impegno, senza nessuna pretesa.


Si tratta di un semplice reminder per me stesso, che durante i periodi più freddi mi farà tornare il sorriso, facendomi ricordare di un'estate che mi ha offerto:


- L'opportunità di riscoprire amicizie che sembravano essersi assopite ormai da tempo.

- * Dove c'era una parte di post ora c'è questa riga, ad indicare che è stata rimossa.
Rimossa con quel minimo di gratificazione che mi fa capire che questo blog ha
effettivamente dei lettori.*

- Una giornata passata ebbene si, in televisione. Perchè il lato più frivolo di noi ha bisogno di esplodere, qualche volta. Anche sotto la veste di spettatore.




- Nuovi modi per riscoprire quel mare blu, sempre più blu, e le diecimila emozioni che nasconde dietro ogni onda.


- Ore piccole all'insegna del dolce far nulla, del divertimento, dello svago. Risate autentiche che non venivano a galla ormai da un po' di tempo.

- Un concerto, previsto per stasera (28/luglio/2006) che a dirla tutta
non mi intriga più di tanto, ma che convalida la teoria del "sec'ècasinotuttofabrodo".



- Un altro, ben più importante concerto, dove "concerto" si rivela forse essere il termine meno adatto per descrivere la grandiosità dell'evento. Si avvicina.



E' un'estate che mi sta regalando piccole cose, frammenti di felicità che, ricomposti, contribuiscono al mio benessere. E sono felice.

In spiccioli, qualcun'altro avrebbe potuto semplicemente scrivere che: "la mia estate è da sballo, mi sto divertendo un mondo , baci a tutti quelli che mi conoscono, P.S. lasciate
commenti!", ma io ho voluto farlo in un modo un po' diverso, perchè, come detto qualche tempo fa, la convenzionalità non riesco proprio a digerirla.

Un'estate bella, un'estata che va bene, che va avanti con la sola convinzione che...


*chiusura del post evasivo-sognatore, ritorno immediato alla realtà*


Estate

12 luglio 2006
Scrivere mi mancava, non potevo lasciare che pensieri, parole ed immagini rimanessero ulteriormente dentro di me.

Ne approfitto oggi, che è un qualunque, gelido giorno di luglio.

Un giorno uggioso, nebbioso, piovoso, scuro.
Ventiquattr'ore che nascondono prepotentemente quelle che dovrebbero essere le peculiarità di una calda estate.

L'asfalto bollente viene rinfrescato da gocce aliene a questo periodo.

Le sorridenti foglie si piegano ad una tristezza inconsueta, sperando che possa essere momentanea.

Nessun uccello cinguetterà, sarà il tuono ad infrangere qualunque silenzio.

Oggi il cielo ha deciso di piangere, ed io, prendendone atto, mi trovo ancora una volta a riflettere.

Mi chiedo dove siano finite le mie estati passate, dove possano essere finiti quei bambini affiatati che traevano divertimento da qualsiasi banalità.

Mi domando perchè il mare, pur mantenendo il suo blu luccicante, non riesca più ad inondarmi il cuore, non capisco perchè la sabbia rovente non arrivi più a riscaldare la mia anima come un tempo.

Mi tormento al pensiero che quei bambini divertiti adesso siano scheletri abbozzati di una passività che non mi permette più di adorare l'estate come una volta.

Mi distrugge realizzare che uno di quei bambini ero io.

Non è cambiato nulla, c'è sempre lo stesso mare blu, la stessa sabbia, gli stessi ricordi, gli stessi bambini ormai cresciuti. E' sparita la magia. Ed è come se niente ci fosse più.

E allora continuo a guardare fuori dalla finestra, e ad avvicinarmi sempre di più alla pioggia, e al nero di un cielo di luglio, che luglio effettivamente non è.