<body><script type="text/javascript"> function setAttributeOnload(object, attribute, val) { if(window.addEventListener) { window.addEventListener('load', function(){ object[attribute] = val; }, false); } else { window.attachEvent('onload', function(){ object[attribute] = val; }); } } </script> <div id="navbar-iframe-container"></div> <script type="text/javascript" src="https://apis.google.com/js/platform.js"></script> <script type="text/javascript"> gapi.load("gapi.iframes:gapi.iframes.style.bubble", function() { if (gapi.iframes && gapi.iframes.getContext) { gapi.iframes.getContext().openChild({ url: 'https://www.blogger.com/navbar/27685966?origin\x3dhttp://nobodyknowsme89.blogspot.com', where: document.getElementById("navbar-iframe-container"), id: "navbar-iframe" }); } }); </script>

MaNoiTiViUnMDiB!

03 agosto 2007

Fate finta di avere una vita sottotono, una di quelle che al discount trovate neppure ad un prezzo altissimo.


Poi ancora fate finta di credere d'esser finalmente felici e rilassati.

E poi ancora immaginate che improvvisamente la vostra migliore amica cammini al vostro fianco, accorgendosi che siete tristi, fregandosene. E che, piuttosto che preoccuparsi di voi che 'se non ci foste sareste proprio persi, sì sti cazzi come no', si trasformi in una troia da bassifondi latino-americani, e di non volerla più vedere per due, tre secoli mentre fumate da soli mezza sigaretta d'odio precedentemente presa dalla sua seducente borsetta.

(Volevi delle spiegazioni, mi pare. E' per questo che ho perso ancora tempo per il tuo candido faccino da cretinella che ti ritrovi, scrivendo queste tre righe)

Infine, richiamate alla mente un numero indeterminato di deficenti, assilatori e stupidi vari, senza scordarvi i molteplici ebeti che come Cicciobello, sanno formulare non troppe frasi, tra le quali molto probabilmente vi capiterà d'ascoltare: 'non posso farci niente' o ' perdonami'.

Una cosa patetica, su.

Ok, ora smettete di fantasticare, perché è tutto vero.

Macchecceresta di questa vita, signori?

Bombola d'ossigeno, prego.

Mannaia cinese, adesso.

Rimane solo da decidere chi uccidere, me stesso, o loro.


Gradi

19 luglio 2007
Poi me lo spiegate.

Ormai uno non può più andare dal fruttivendolo, che si ritrova al femore una vecchia alta non più di un metro e trenta che insistentemente arranca:

'Senti, tu, giovanotto'.

'Io?'

'Tu. A quant'è il putrusino'?

'Scusi?'

'Qua, il prezzemolo'.

'No signora, guardi che non lavoro mica qui'.

'...'

'E un mazzo di lattuga'?



"Magari è scema, o magari potrei colpirla con quel sedano mastodontico alla nuca, e fuggire con l'ultima anguria che furtivamente ha messo in busta".



'Signora, le ho detto che non lavoro qui'.

'E me lo potevi dire prima'?






Periodaccio, signori miei.

Alla faccia che è estate, sono più pressato dello zampone che probabilmente vi siete scofanati ingordamente Natale scorso.

Con loro litigo, e pure tanto ultimamente. Vogliono tagliarmi le ali, anche ora che sono relativamente libero, e devo dire che ci stanno riuscendo perfettamente.

E se un'estate che poteva essere strepitosa dev'essere l'equivalente di una quantità consistente di guano d'uccello, così sia.

Ma lotterò, ancora.

Sì.

Torno ad analizzare le quotazioni in borsa per prezzemolo e ravanelli, e il relativo tasso di inflazione per gli stessi a livello europeo.

Farsi trovare impreparati è perdonabile solo una prima volta, comprendete.

Preambolo Estivo

27 giugno 2007
Giuro a te, o prossimo stronzo che oserai tirarmi le bretelle rilasciandole in modo più o meno
grezzo e brutale, che la prossima, stramaledetta volta non la passerai liscia, chiunque tu sia.

Ti legherò ad una sedia, e dopo averti obbligato ad ascoltare l'intera discografia di quel glorioso pilastro musicale che chiamarono Orietta Berti in versione rigorosamente samba remix, sezionerò il tuo ventre e lascerò che stormi d'uccelli caraibici vi defechino allegramente dentro, a ritmo della suddetta melodia.

Per il resto, le cose non vanno neppure poi così male.


Ci sono loro due, per esempio, che sono quanto di più egoista, asociale e politicamente scorretto si possa trovare in circolazione. E sono pure simpatiche. Non si potrebbe desiderare migliore compagnia.

Poi c'è lui, che conosci già da un pezzo, e che scopri all'interno di un gruppo (forse?) ampliato in modo più approfondito e piacevole.


C'è ancora una volta il mio cuore (si, quello che nei precedenti post era stato paragonato ad un qualunque manichino usato per i crash test o ad un cugino lontano degli storici sbullonati) che, udite udite, è tornato tutto d'un pezzo.


E poi c'è uno scatafascio di blog che ancora non riesce a conquistarsi un dannato lettore.

Ma sarà colpa mia?

Via

12 giugno 2007
Ringrazio di non essere un cretino.

Rewind.

Ringrazio di non essere più un cretino.

Non ci credevo, ma nel giro di pochi giorni possono succedere moltissime cose.

Può passare la voglia di aggiornare uno stupido blog, per esempio.

Ci si può ritrovare a crescere a schiaffi morali così arditi, che al confronto una fiocinata ai testicoli farebbe piacere quasi come quei massaggi ad alto tasso olioso praticati dalle più talentuose maitresses indo-filippine.

Poi, immancabile, c'è la gente.

E' vero, mi tocca ammetterlo.

Se molte volte il falò delle mie surreali esperienze mi ha fatto più patire di un eunuco impossibilitato di fronte a prosperose donzelle, è tutto merito della gente.

Sticazzi.

Cretini, bastardi, stronze, puttane, invidiosi, prepotenti.

Ho a che fare con così tante sfavillanti categorie pseudo-umane, che l'enciclopedia del perfetto testa di cazzo potrei stilarla con rilegatura in nastro giallo paglierino in men che non si dica.

Però stavolta qualcosa è cambiato.

Maggiore il dolore, maggiore l'esperienza, maggiore l'esperienza, maggiori i calci in culo che svenderò a prezzi da discount a chiunque abbia anche osato farmi del male, in qualunque modo.

Per il resto, andrebbe tutto bene.

Certo, nonostante giornate meravigliose non facciano altro che strizzarmi l'occhio, ho ancora qualche missione da portare a termine.

Ci sono anime da cestinare, interessantissime anime da conoscere, anime da recuperare, e anime sofferenti da salvare.

Mi sobbarco pure questa.

Un meraviglioso inizio d'estate a tutti.





Dedicato

18 maggio 2007

Fra pochi minuti il campanello suonerà, e sarò lì fuori.


Prima sul retro di un motorino, poi seduto su un prato umidiccio a blaterare in coppia di utopie riottose fatte di zucchero filato.

Adesso sono qui, e come di consueto, la pioggia rinfresca le mie parole. E' quasi un'abitudine.

Non potevo di certo prospettare che queste frustranti prime settimane di maggio sarebbero state così devastanti, nè tantomeno potevo immaginare che i giorni e le ore mi avrebbero potuto calpestare senza pietà il cuore, l'anima ed i sensi.

Però un detto vuole che tutto ciò che non uccide, renda più forti, ed io, sinceramente, non mi sento di contrariarlo.

I giorni della libertà sono sempre più vicini, e qualunque momento felice rimane impresso nella memoria, accanto ad amici sinceri. La mia bambola fragile, il rivoluzionario buono.

Questo sole pallido oggi mi ha regalato un sorriso, mi ha insegnato che la più grande virtù risiede nella perseveranza, e che la più grande maturità va espressa tramite il perdono.

Mi voglio bene.




Hello?

10 maggio 2007

E' dopo quattro giorni all'insegna della repulsione alimentare e sessuale che squilla il mio telefono.

S - Pronto?

- Ciao! Come stai?

S - Malino.

- Beh, anch'io, ma chi se ne frega?

S - Che bella voce!

- Dici?

S - Dico, si.


- Grazie.

S - Ma com'è che t'è venuto in mente di chiamarmi?

- Perchè scrivere era diventato molto stressante, e se poi non sei neppure in loco multimediale, è un po' difficile comunicare, non pensi?

S - Giusto.


- E poi, mangiare da soli, si sa, è una vera merda.

S - Non sto mica mangiando con te.

- No, no di certo, ma è pur sempre una consolazione. Il problema comunque non si pone più considerato che ho appena finito. / E tu, cosa ci fai dentro?


S - Niente
a dire, il vero.

- Beh, ci si consola, anche se sono in giro non è escluso il fatto che voglia mettermi a bestemmiare in albanese.

S - Perchè?


- Solitudine a parte, di sicuro anche perchè non riesco a trovare quello scontrino maledetto.

S - Capisco. Ma aspetta, tu chi sei?


- Eh, ma come?


S - Io mi sono presentato.

- E io no?

S - No.

- Fa niente. / Ma adesso, dopo cinquanta speditissimi minuti, come ti senti?

S - Benissimo.



Sfogo

30 aprile 2007

Quando si è circondati da imbecilli, c'è poco da fare.

Ci si sente in trappola.

I nervi affiorano disgraziati, la voglia assassina un po', anche.

Con chi prendersela?

Denti stretti.

Dolore atroce.

Pazienza sopraffina.

Anima già in corsa verso una destinazione lontana.

Piove. Il cielo fa cadere per me lacrime che non riesco a piangere.

Gente

18 aprile 2007

Sono sereno.

E' una di quelle sacrosante volte in cui riesco a trovare senza problemi una pace interiore inattaccabile.

Quasi.

Se il problema non sono io, è la gente.

Quell'agglomerato di persone che, egoisticamente pensando, a volte sarebbe meglio non esistesse, con le dovute eccezioni.

Ci riesce, si.

In un modo o nell'altro condiziona, stravolge, addossa perplessità ed incertezze con innaturale grazia e facilità.

C'è chi si vorrebbe amare, ma che in cambio ha solo da offrire parole al vento, saluti troppo ravvicinanti, e dolci frasi barcollanti.

C'è chi si vorrebbe odiare con tutto il cuore, senz'esito per generosa concessione d'umanità.

C'è chi opprime, e chi entusiasma.

Ci sono i pochissimi fidati, che assicurano un sorriso quotidiano, senza esigere nulla in cambio.

Sono sereno.

Non felice, dannazione.


Silenzi

05 aprile 2007
Tutti ne abbiamo.

Li teniamo nascosti, e facciamo di tutto perchè non trapeli neppure una minima parte di loro.

A volte sono sporchi, brutali, e fanno vergognare irrimediabilmente.

Altre sono bellissimi, così meravigliosi che non vogliamo condividerli neppure con le persone più care.


Controllano le nostre menti, le nostre azioni ed i nostri gesti con estrema facilità.

Manipolano le nostre parole, facendo in modo che ogni affermazione si trasformi in un'agrodolce negazione, e viceversa.

Sono orgogliosi, egoisti, cercano la loro protezione dentro di noi, che ci ostiniamo a proteggerli con qualunque mezzo.


Sono i tantissimi,
piccoli segreti, che rendono ogni giornata una battaglia.

Sensi

29 marzo 2007

Non la finirò mai di stupirmi.


Un giorno incarno l'anima di qualcuno, un giorno quella di qualcun'altro.

Non di certo un dannato due facce, ma una persona nuova ed in evoluzione solo per me stesso.

Ho scoperto di avere un cuore, ed ancora stento a crederci.

Un cuore che batte e si dimena, come mille altri.

L'ho studiato, analizzato scrupolosamente, e ci ho trovato dentro emozioni, desideri e sogni.

L'ho ascoltato. Gemeva di tristezza.

L'ho visto. Gioiva.

L'ho toccato. Emanava un calore intenso e delicato.

Ho assaporato con determinazione le sfide che mi ha proposto.

L'ho percepito.
Lasciando che le sue sfumature incantassero la mia anima, con fragranze sconosciute.

Mi ha fatto conoscere me stesso.

Mi ha donato la possibilità di amare.